storia uber

Cos’è Uber e come nasce

Uber è probabilmente la startup che negli ultimi anni sta crescendo più velocemente.

Attualmente Uber operara in piu di 35 città in giro per il mondo, viene valutata 3,76 miliardi di dollari ed è passata da 75 a 300 dipendenti solamente nell’ultimo anno.

Ma come ci sono arrivati?

Inizialmente Uber si configurava come una “lifestyle company”, come afferma lo stesso CEO  e Co-Founder Travis Kalanick.

Si apriva un app, si premeva un bottone e dopo 8 minuti arrivava un’auto nera a prenderti.

That’s it.

Ma oggi Uber è molto di più.

storia uber

Fino a qualche anno fa, qualora avessi avuto la necessità di prendere un taxi, il più delle volte ti saresti dovuto infreddolire diversi minuti in giro per la strada in attesa di trovarne uno, per poi sbracciarti per attirare l’attenzione dell’autista.

In alternativa avresti potuto chiamare il  servizio taxi cittaino, qualora avessi avuto il numero, per poi aspettare il più delle volte un eternità prima che il taxy arrivasse.

Per non parlare dei prezzi assurdi fatti pagare a causa del potere di monopolio posseduto dai tassisti e del bassissimo livello di customer experience.

Per questo motivo, sarò sincero, fino allo scorso anno, le volte in cui personalmente ho preso un taxi si potevano contare sulle dita di una mano.

Poi tutto è cambiato quando ho scoperto Uber.

Storia del logo di Uber

Il logo di Uber ha subito un recente restyling effettuato nel 2016.

Nei quattro anni precedenti il logo era rappresentato da una U su sfondo nero ed era legato al motto “everyone private’s driver”, letteralmente “l’autista privato di tutti”.

L’azienda è cresciuta e sta crescendo senza freno e il nuovo logo vuole esprimere la vision aziendale orientata al futuro.

Il logo simboleggia in maniera poetica l’unione tra bit ed atomi e vuole riflettere cos’era Uber ieri, cosa è oggi e cosa vuole essere domani, riferendosi appunto ai piani di Uber di estendere i propri servizi anche ai settori logistici.

Uber vuole quindi essere un’azienda flessibile, capace di trasformarsi ed adattarsi alle esigenze ed ai bisogni delle persone per poter offrire il miglior servizio possibile.

Uber ha anche realizzato un video illustrativo che spiega in maniera molto carina il significato del nuovo luogo e a cui puoi dare uno sguardo 🙂

 

Uber VS Taxy tradizionale

E’ chiaro come il tipo di esperienza offerta dai taxy tradizionali rendeva possibile da un lato offrire qualcosa di enormemente migliore, dall’altra rendeva le persone disponibili a cercare e provare una qualsiasi alternativa.

Uber non ha fatto altro che sfruttare questa occasione cambiando totalmente il modo di usufruire dei trasporti privati.

In primo luogo si basa sull’utilizzo di un app, uno smartphone ed l’integrazione con Google Maps.

Questo rende il tutto non solo più semplice, ma anche più veloce, dato che all’utente viene assegnato il tassista più vicino.

Pochi secondi dopo aver inviato l’ordine, questo viene confermato ed entro qualche minuto si vede arrivare il proprio Uber che ci saluterà per nome (per essere sicuro che il cliente sia quello giusto) e magari ci offre pure una caramella (mi è capitato diverse volte) o una sigaretta (mi è capitato una volta).

Una volta arrivato a destinazione puoi tranquillamente salutare ed uscire dall’auto.

Non c’è quindi alcun bisogno di mettersi a trafficare con prezzi e resti perchè Uber, collegato alla nostra carta di credito o al nostro account Paypal, addebiterà direttamente il costo della corsa al termine della stessa.

Direi che non c’è letteralmente storia se paragoniamo l’esperienza su un taxy classico con una corsa su Uber.

Uber e growth hacking

Quanto detto nel paragrafo precedente è esattamente la chiave del successo di questa azienda: Uber ha semplicemente offerto un prodotto così strepitoso, che non vi è nemmeno il bisogno di spendere soldi in pubblicità, perchè la prima forma di pubblicità per Uber proviene dalle persone che lo utilizzano.

Vi dice qualcosa la parola Product Market Fit in ottica growth hacking?

Oltre a creare un prodotto praticamente perfetto quelli di Uber furono anche bravi a studiarne e pianificarne il lancio.

La scelta ricadde su San Francisco, città famosa per essere piena di persone fortemente appassionate del settore tecnologico e sempre disponibili a provare qualcosa di nuovo in quest’ambito.

Sfruttando quindi la presenza di numero conferenze a tema tech, Uber si propose di offrire delle corse gratuite a chi partecipava a questi eventi.

Gli amanti dell’ambito tech, oltre ad essere abbastanza narcisisti, sono persone a cui piace mettersi in mostra.

Queste fece in modo che dopo aver provato Uber ed averne riscontrata la coolness del prodotto questi si precipitassero su ogni social media e blog possibile per parlare della propria esperienza ed impressionare i propri amici.

Vi dice niente la il termine word of mouth?

Uber nella sua storia più o meno recente ha comunque anche riscontrato diversi problemi dal punto di vista legale e legati all’ovvia opposizione delle lobby dei taxisti.

Uber è infatti stato dichiarato illegale in diversi paesi al mondo, come in Spagna, Cina, alcune parti dell’Australia ad esempio.

storia uber

Vi sono poi alcune restrizioni in Francia e Germania e presto Uber potrebbe divenire illegale anche in Italia, perchè ovviamente a noi, come sempre, il progresso non piace troppo.

Uber e prospettive future

Forse le battaglie di Uber all’interno dei tribunali di mezzo mondo dureranno ancora anni, ma nel frattempo è sotto gli occhi di tutti come quest’azienda stia continuandoa  crescere e ad espandersi.

Da poco infatti è stato lanciato il nuovo servizio di UberEATS, il cui scopo questa volta non è far arrabbiare i taxisti, ma i servizi di food delivery ed effettivamente sta già riscontrando un buon successo.

E’ evidente quindi che il caso Uber sia l’esempio perfetto di growth hacking e perseguimento della crescita semplicemente focalizzandosi sulla realizzazione di un prodotto perfetto nell’ottica del PMF ed in secondo luogo su un intelligente e ben pianificata “pubblicizzazione” iniziata facendolo provare e testare alle persone giuste per poi diffondersi di città in città, lavorando in particolar modo sulla creazione di communità ad hoc per onguna di esse.

Personalmente sono passato dall’aver utilizzato pochissime volte un taxy nella mia vita ad usufruire di Uber almeno quattro o cinque volte alla settimana. E voi?

Fatecelo sapere nei commenti 😉

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About Fabio Morelli

Mi definisco un "multipotenziale" grazie alla varietà di skills, interessi ed esperienze che possiedo. Ho avuto modo di lavorare in diverse startup occupandomi di Digital Marketing, SEO e Growth Hacking. Attualmente lavoro come SEO Specialist presso Accenture.
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