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Ci perdonerà Gabriel García Márquez per questa citazione riportata in ambiti molto probabilmente meno nobili, ma il paragone tra il più celebre “colera” ed i sopracitati “pacchetti” è voluto con l’angoscia e lo scoramento di chi vive ed osserva alcuni aspetti legati al mondo del web marketing oggi.

Al fine di chiarire bene il concetto appena introdotto, intendo spiegare brevemente una triste pratica che sta diffondendosi nel iperinflazionato settore del web marketing: la proposta di “pacchetti” di servizi.

Come gli addetti al settore sapranno, le possibilità del marketing online, in termini di strumenti e canali di sponsorizzazione, sono assolutamente variegate, con la possibilità di diversificare strategie e attività in modo difficilmente ripetibile con il marketing cosiddetto tradizionale.

Pensiamo a Google AdWords, a strategie di Social Media Marketing, SEO, Mail Marketing e via discorrendo, le possibilità che il mercato online offre sono tantissime.

Attenzione: sono tantissime, ma assolutamente non infinite e soprattutto non sono le stesse per qualsiasi attività imprenditoriale!

Giungiamo quindi finalmente a spiegare il concetto di “pacchetti” che titola il nostro intervento:

molte sedicenti “agenzie” di web marketing (l’uso delle virgolette è assolutamente e volutamente canzonatorio) ha assunto come modus operandi quello di proporre gli stessi servizi completamente random.

A tutti.

A parlarci di questa distorsione è Alessandro Seno, socio fondatore di Square Media Agency srl, società di web marketing che opera nel mercato campano e che conta al suo interno professionisti noti nel settore del marketing (ancora prima che del web marketing) come Alessio Paparo, Biagio Ciaramella e Fabrizio Vecchione (tutti professionisti con alle spalle anni ed anni di studi specialistici di marketing, tra le aule della Luiss Guido Carli di Roma e la Sapienza):

“Non è importante che l’azienda in questione venda packaging all’ingrosso o abbigliamento per cani, riceverà sempre il solito pacchetto di servizi:

 

– un poco di AdWords;

– 30€ di Facebook;

– un poco di SEO;

– un po’ di Spam su Instagram che non fa mai male”.

Saltando completamente tutta la fase di analisi, di data collection e di approfondimento del settore di riferimento, l’azienda riceve un’offerta amorfa senza significato e con ogni probabilità completamente inefficace per i suoi obiettivi di marketing”.

“La cosa ben più grave è che spesso un’offerta del genere viene magari più apprezzata dagli ingenui clienti, proprio perché comprende “più cose” rispetto ad un’offerta basata su un’analisi completa e che ha individuato in uno/due servizi il giusto canale attorno al quale dedicare una strategia.”.

“Il risultato è scontato: le sventurate aziende che si saranno interfacciate con questi professionisti del nulla, assoceranno un’esperienza negativa al settore del web marketing in generale, causando un danno (in termini di costi per spese a vuoto ed in termini di costo opportunità) alle aziende truffate (perché se vendo forniture dentali e mi proponi di promuovere la mia attività su Instagram, di truffa si tratta) ed all’intero settore che sarà in un modo o in un altro screditato.”

Continua: “Quando questa tendenza colpisce anche aziende di un certo spessore e di una certa nomea, la cosa è certamente grave non solo per gli effetti diretti che essa comporta, ma anche per tutte le distorsioni che finisce per creare nel settore.”

“Di cosa parlo? Un fiume di giovani disoccupati che forti della innata capacità di saper accendere un pc e di saper navigare in internet diventano WEB MARKETING SPECIALIST”.

“In pochissime ore (il tempo di cambiare status su Linkedin possibilmente con più termini inglesi possibili) il tempo impegnato nell’interessarsi della quotidianità di amici/conoscenti su Facebook diventa una hard skill formidabile da vendere in ambito curriculare”.

“Ed ancora in meno tempo, li trovi lì nel tuo stesso mercato a parlare dell’importanza del marketing e della comunicazione proponendo a destra e a sinistra:

– un poco di AdWords;

– 30€ di Facebook;

– un poco di SEO;

– un po’ di Spam su Instagram che non fa mai male”.

Con non poca amarezza Alessandro Seno continua: “Il panorama del settore del web marketing è affollato da queste figure mitologiche mezzi laureati in scienze politiche e mezzi web marketing specialist (senza sottovalutare il fatto che il termine specialist dovrebbe sottintendere una qualche forma di specializzazione conseguita)”.

“Ma alla lunga, chi finirà per trarne il danno maggiore sarà proprio lo sventurato sedicente web marketing specialist: nell’illusione di esser diventato un professionista perché magari il bar all’angolo gli elargisce quei 50€ al mese per “seguire la pagina” (terminologia odiosa che sfocia quasi nel poliziesco), si ritroverà molto presto a “seguire” qualche corso “for dummies” di marketing perché realizzerà che è assolutamente privo di determinati concetti propri del marketing”.

“Non dimentichiamo che cosa è il MARKETING e che importanza ha avuto ed ha tuttora nella creazione e nella formazione della moderna società capitalista (giusta o sbagliata che sia, non entriamo ora nel dettaglio)”.

“Analisi dei mercati, analisi dei competitor diretti ed indiretti, prodotti sostitutivi, definizione di analisi SWOT (perché si tende a nasconderlo, ma ESISTONO anche i punti di debolezza e le minacce in ogni settore o mercato), mesi interi per realizzare analisi di prezzo”.

“Interfacciarsi con progetti di investimento e quindi ROI, mettendoci la faccia e spiegando agli imprenditori perché abbiamo/non abbiamo centrato le aspettative di fatturato previste”.

“Vendite, tassi di conversione, matrici, EBIT, potremmo non esaurire mai la sconfinata quantità di aspetti tecnici che deve conoscere e possedere un soggetto per associare il proprio nome al termine MARKETING”.

Alla luce di questo scenario, la Square Media Agency ha di recente dirottato la propria comunicazione sul concetto di “Marketing Sartoriale” (abbracciando anche quella che una eccellenza tipica del territorio napoletano), proprio per esprimere il senso della unicità di ogni strategia relativamente all’azienda alla quale è diretta.

Come continua a spiegarci Alessandro Seno: “Tutto ha inizio da una fase progettuale che comprende e si basa su una attività analitica volta ad individuare elementi di vantaggio competitivo, punti di forza e debolezza, all’interno di un contesto competitivo approfonditamente indagato.

Successivamente vanno individuati solo ed esclusivamente i canali effettivamente utili ed efficienti per l’azienda in questione.

Vendere quante più cose possibili con l’obiettivo di spennare le aziende e fare cassa nel breve è una “strategia” che può fruttare nel breve, ma in prospettiva la tua figura come professionista è destinata a sparire”.

Con percentuali di crescita in rialzo rispetto (+94% al terzo anno) Square Media Agency si appresta ora a chiudere il primo semestre del quarto anno a +44%.

Conclude:

“In questo settore la nostra regola è quella “win-win”: il nostro obiettivo deve essere la crescita economica e di valore del cliente, perché solo in questo caso, questa può trasmettersi di riflesso alla nostra stessa crescita”.

Website: https://squaremediaagency.it/

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About Fabio Morelli

Mi definisco un "multipotenziale" grazie alla varietà di skills, interessi ed esperienze che possiedo. Ho avuto modo di lavorare in diverse startup occupandomi di Digital Marketing, SEO e Growth Hacking. Attualmente lavoro come SEO Specialist presso Accenture.
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